Viaggiare fa bene all’anima: a confermarlo studiosi e psicologici.

In questi ultimi mesi l’emergenza da Covid-19 ha rallentato il turismo e i viaggi sono stati limitati a lungo.

Secondo gli psicologi essere tristi di fronte ad un viaggio mancato è una reazione comprensibile perché viaggiare rappresenta una delle esperienze umane più belle che si possano vivere, un’occasione unica per conoscere altre persone, nuovi popoli e culture.

Non bisogna, dunque, vergognarsi di provare determinati sentimenti di fronte ad un viaggio rimandato!

Il brivido di una nuova avventura, un periodo per staccare la spina, un incontro casuale che diventa amicizia, un luogo dove ci si sente a casa lontano da casa, un panorama che rimarrà per sempre nel cuore. Sono molte le sensazioni e le emozioni che un viaggio lascia. Ma in un viaggio c’è davvero molto di più.

C’è chi afferma che il desiderio di viaggiare può essere legato a bisogni psicologici, all’euforia, alla stimolazione di interessi intellettuali e al senso di fiducia e autostima.

Parlare una lingua diversa, mangiare cibo diverso, visitare un museo: tutto aiuta ad aumentare gli stimoli e supporta addirittura la creatività, suggerendo nuovi modi per comunicare con gli altri e facendoci provare nuove esperienze di vita.

E inoltre, viaggiare fa bene all’empatia, una qualità di cui il mondo avrebbe più bisogno!

Gli psicologi e gli studiosi, dunque, concordano sul fatto che quando si potrà tornare a viaggiare in totale sicurezza, verso mete lontane e non ancora esplorate, si ripopoleranno sin da subito voli, treni e navi.

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